mercoledì 10 settembre 2014

LA VOCE DELLA PIETRA

Toscana Anni Cinquanta. Verena è una giovane istitutrice inglese che giunge in una villa signorile per occuparsi di Jakob, un bambino orfano di madre che ha smesso di parlare in seguito alla morte della genitrice. Il padre, lo scultore Hans, soffre per questa situazione anche perché Jakob è convinto di sentire la voce della madre attraverso un muro. Il tema del distacco dalla figura materna è stato al centro di numerosi film che dal thriller psicologico finivano rapidamente con il trascolorare nell'horror. In questa occasione la tensione viene controllata grazie a una dinamica interna dominata dallo spazio in cui la vicenda si svolge. La grande villa e tutto quanto la circonda sono coprotagonisti di un film in cui possiamo vedere agire il sempre apprezzabile Remo Girone e tornare ad ammirare, in un ruolo molto particolare, l'indimenticata Lisa Gastoni. La pietra giustifica la sua presenza nel titolo non solo per il muro attraverso il quale si fa sentire la voce della defunta o grazie alla lapide nella cripta in cui è sepolta ma assume un'ulteriore rilevanza divenendo, grazie all'arte praticata da Hans, occasione di una svolta narrativa ricca di significato. In tutto ciò Emilia Clarke prosegue nell'operazione finalizzata a far sì che la sua attività di attrice non resti legata all'immagine della principessa Daenerys Targaryen de Il trono di spade. Nelle rigide vesti dell'istitutrice Verena sembra inizialmente chiudere lo spazio a possibili variazioni interpretative del personaggio affidatole che invece si rivelano nel momento stesso in cui lo sviluppo della vicenda le consente di aprirsi a una femminilità fino ad allora quasi negata. 
ORARIO: 17:00 - 18:30

martedì 9 settembre 2014

MOUNTAIN

Il documentario in chiave di sinfonia audiovisiva, racconta le scalate delle montagne più impervie, le imprese impossibili di climbers e altri acrobati delle vette più remote. Ma non lesina di suggerire anche gli aspetti controversi delle pratiche alpinistiche più estreme. Fino a tre secoli fa, le montagne erano luoghi di pericolo, non di bellezza. Quando a metà del XX secolo l'Everest venne conquistato, l'alpinismo era diventato una ricerca della perfezione e le montagne venivano viste come avversari da sconfiggere. Oggi, quando milioni di persone sono incantate dalla loro magia, le montagne diventano teatri di svago: gestite e mercificate come parchi giochi. Ma le montagne sono molto di più di una distrazione o un nemico da battere. Il loro valore risiede nel riconoscere i nostri limiti
ORARIO: 20:00 - 21:30

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